
Il servizio a domicilio equo e sperimentale che immaginiamo è finalizzato alla verifica di fattibilità di una sia pur modesta ma solida bottega del commercio equo e solidale a Sciacca. E ad attivare il Coordinamento cittadino LiberiamolaSicilia.it attorno a un quotidiano fatto e contatto, piccolo ma significativo oltre che simbolico e non solo. Per cominciare, una iniziativa come quella di un servizio a domicilio, molto più modesta di quella di una bottega, potrebbe servire a fare chiarezza, perchè un tale preliminare servizio comporta già varie cose concrete: una embrionale organizzazione d'impresa e almeno una rete di clienti, uno "zoccolo duro" di 120-150 fruitori fedeli su un bacino di almeno 400-600 interessati, con raccolta degli ordini da parte di un centro che indirizza le consegne a un gruppo di collaboratori occasionali. L'attività vista così è ancora molto semplice (?) e può essere (?) prudentemente sperimentata: il centro, formato dal titolare (anche unico) dell'impresa che sostiene le spese collegate all'esercizio economico, tramite dei semplici collaboratori occasionali potrà infatti organizzare con poco la raccolta anticipata degli ordini e degli acquisti presso un Magazzino regionale (Palermo, Catania) con il 18% (circa per gli alimentari) e il 40% (circa per i prodotti artigianali) di sconto sul prezzo al cliente. Il centro a questo punto potrebbe garantire ai collaboratori un tot (9% - 20% ?) del venduto, a partire da un compenso minimo orario (?) per la distribuzione (5 euro in prodotti / 4 euro in contanti?). Si sperimenterebbe così nei fatti la commercializzazione di prodotti e servizi equi in modo continuo e non episodico, con risultati e indotto (produzioni di reti e palinsesti di informazioni, scelte e politiche altre rispetto a quelle speculative comuni) che andrebbero verificati oltre il volontariato episodico, integrando tentativi già fatti e da fare di vendite locali a eventi o culturali o parrocchiali, e fidelizzando insieme e fuori da ogni steccato fornitori etici, distribuzione, lavoro e consumo solidale. Per modelli di socioeconomia nonviolenta o economia etica o semplicemente altra, e in vista di una struttura maggiore (una bottega laboratorio?) che possa significativamente proporsi, "tenere" e durare nel tempo. Chi vuol contribuire, partecipare? Scouts, Parrocchie, Posiviri, Sinistra Giovanile, studenti e prof, popolo dell'Unione e un Coordinamento cittadino che promuova le singole risorse: diamoci da fare, insieme si può.




1 commenti:
Ciao Giusy, sono molto interessata all'iniziativa sia per il risparmio sui prodotti che per la comodità di ricevere la merce direttamente in casa senza fare le noiose lunghe file dei supermarket. Per me fare la spesa è diventato davvero un dramma poichè quando avrei del tempo libero i negozi sono tutti chiusi. Sai, come sempre, che puoi contare su di me!!!!
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